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La tua vita in un boccone

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La tua vita in un boccone

Non importa quanto distante sia una cultura dall’altra: il cibo riesce sempre a unire tutto. Negli ingredienti ritroviamo l’uguaglianza dei nostri passati, dalle mani che impastano, che tagliano, che dispongono fuoriesce una saggezza condivisa che va al di là della lingua o dei confini, anzi li ricomprende al suo interno.

Ritrovarsi nel cibo, partire da esso, perchè la storia abbia inizio.

Scegliere di raccontarsi attraverso la cucina e il cibo fa sì che al posto delle parole si parli attraverso le qualità nascoste degli ingredienti: l’amicizia del pomodoro, l’abilità del gamberetto, la solarità della zucca, la robustezza della carne, l’intraprendenza dei legumi, la raffinatezza del pesce, l’energia dell’arancia, la tristezza della cipolla, la sensualità del peperone, il trasformismo della pasta e il pane… come fa casa il pane!
Il cibo è un racconto intimo, che ci lega al nostro passato e che ci introduce al nostro futuro. Non sottovalutare il cibo e non sottovalutare la fatica, la fantasia, l’impegno, il tempo, l’affetto che sottostanno alla sua preparazione, significa non svalutare la cultura che li ha creati.
Il Cibo è interessante come fonte di nutrimento, ma anche come fonte di cultura. Chi di voi ha partecipato a Feeding the Planet Expo 2015 ha avuto modo di interfacciarsi direttamente con culture provenienti da tutto il mondo e di sentire il loro profumo nell’aria, il sapore dei loro mari in bocca, di sporcarsi le dita per assaggiare i loro piatti. Posso immaginare le vostre constatazioni: era cibo cucinato in Italia, probabilmente congelato, nel  pieno stile della mensa… Sono la prima ad averla pensata così, dopo aver mangiato al ristorante di Haiti: ananas fritto, polpette di carne piccante (poi scambiate con del pesce), insalata, riso ai fagioli. Mi aveva attirato l’ananas fritto, giusto perchè si sappia.

Non siate così critici, in sei mesi è difficile avere dei piatti freschi,ogni giorno, provenienti dall’altra parte del mondo, ma proviamo a fare una cosa, ad apprezzare il fatto che ogni paese abbia fatto in modo che si potesse avere almeno una briciola di idea di cosa sia la loro cucina e che gusto abbia il loro cibo. In parte ci sono riusciti, in parte no.

Expo 2015 e il suo motto Feeding The Planet, avevano lo scopo di dare nuovo stimolo alle tematiche del nutrimento e della sopravvivenza di milioni di persone, che già ora riescono con difficoltà a procurarsi il minimo indispensabile per trascorrere un giorno di vita. E’ importante quindi programmare una nuova gestione delle risorse alimentari, ragionando seriamente sugli sprechi e valutando con serio impegno le nuove idee per rendere questa pandemia sempre più gestibile.

E’ un’enorme cambio di rotta, ma partiamo da noi e dal nostro piccolo quotidiano.

Siete d’accordo?

Vacansero – che il kwayei sia con voi!

 

 

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